La comunicazione degli stati d’emergenza conclude il Festival del Giornalismo di Siena

“Serve autorevolezza nelle fonti di informazione, è assolutamente necessaria nella comunicazione che la categoria giornalistica si trova a produrre in particolari situazioni quali le emergenze”. Michele Taddei, giornalista vice-presidente ODG Toscana, è stato tra i relatori del panel  “La comunicazione negli stati di emergenza e la deontologia”, ultimo appuntamento del Festival del Giornalismo di Siena: “Saper informare correttamente  – ha detto Taddei durante il corso tenutosi  nel Museo della Contrada del Leocorno (a moderare il dibattito è stato Ezio Sabatini, giornalista e coordinatore volontario di Protezione Civile provincia di Siena) – significa non solo fare un buon lavoro, ma pure creare, saldandolo, un rapporto di fiducia tra i media e il lettore, lo spettatore e l’ascoltatore, spesso disorientati in simili circostanze anche dal rischio di diffusione di notizie inesatte, o addirittura false. Fondamentale in quest’ottica è il rapporto di collaborazione tra tutte le parti: Protezione Civile, politica, mondo dell’informazione”.

Dario Albarello, professore di Geofisica della Terra solida presso l’Università degli Studi di Siena, ha espresso un fondamentale concetto riguardante le diverse competenze: “Esistono modalità di comunicazione radicalmente differenti tra loro, quando si tratta di stati di emergenza: i media – ha spiegato il docente, anche componente del comitato di crisi della Provincia di Siena – non devono attuarla nel momento stesso in cui l’emergenza è  in corso, il contributo giornalistico in quella precisa fase è nullo, perché esiste già una comunicazione apposita e predefinita, non correlata a una potenziale errata interpretazione dei media, che hanno invece un compito fondamentale nel dopo, per testimoniare e anche per riannodare i fili della comunicazione sociale che è andata perduta. Altrettanto determinante è la comunicazione giornalistica in termini di prevenzione: è propriamente il rischio, da intendersi in termini non di pericolosità, bensì di impatto futuro sul piano economico e sociale, a dover essere ben espresso dalla comunicazione quando non siamo in stato di emergenza e va quindi creata verso l’esterno una consapevolezza di ciò che può accadere”.

L’aspetto deontologico del panel è stato affidato alle parole di Anna Benedetto, giornalista e segretaria Consiglio Disciplina ODG Toscana: “Il nuovo testo unico deontologico appena entrato in vigore aggiunge, o aggiorna, una serie di elementi rispetto alla precedente stesura. Credibilità e reputazione nella comunicazione degli stati di emergenza – ha detto Benedetto entrando nello specifico del panel – si acquistano lavorando bene in maniera quotidiana, prima di tutto evitando il sensazionalismo, poi mettendo al centro di tutto il rispetto della persona”.

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